giovedì 17 luglio 2014

La Questione Palestinese


Inoltro con molto piacere la lettera che è stata mandata a Bianca Berlinguer al termine della puntata "Linea Notte" di ieri sera/notte (16/07/2014) sulla puntata dedicata alla Questione Palestinese e agli scontri tra Israele e Hamas di questi giorni. Vi invito a leggerla tutta per capire davvero cosa sta succedendo laggiù!!!

"Cara Bianca Berlinguer,
ha appena chiuso linea notte con la frase in comune con la Moretti (parlamentare PD) : speriamo che si riesca a convincere le parti dell’esigenza che tutti riconoscano 2 stati. Senza saperlo si è automaticamente schierata con Israele. Non perché Israele voglia i due stati, ma perché Israele sa che non sarà mai possibile avere 2 stati. Quale è il motivo? E’ molto semplice e mi cadono le braccia quando capisco dai servizi della Cuffaro o dalle conduzioni di Mannoni che nessun giornalista della sua redazione sappia il motivo.  Il motivo è che Israele lavora da decenni per non permettere che la Palestina  sia uno stato. Ed ha lavorato talmente bene che ci è riuscita.  

Il Muro. Come è nato per che cosa serve il Muro.  Già 50 aa fa si era iniziato a progettare il muro per cercare di isolare il più possibile aree della Palestina dalle risorse produttive (ci sono documenti su questo e per una giornalista non dovrebbe essere difficile entrarne in possesso). Si cercava cioè di soffocare l’economia sopratutto agricola togliendo ai contadini la possibilità di andare a lavorare i propri campi (principalmente oliveti ed agrumeti) perché il muro divideva il paese abitato dalla zona di coltivazione. Si sono deviati corsi d’acqua che non hanno permesso più di irrigare gli aranceti. Poi con Sharon si è colta l’opportunità, a causa di attentati , di fare passare il muro come il Muro della sicurezza. Se lei va a vedere il muro costruito ed il muro da costruire (è facile soprattutto per un giornalista, vada nei siti israeliani se non si fida di quelli palestinesi) vedrà che il muro passa in zone strategicamente sensibili per danneggiare l’economia palestinese. Tra l’altro passando attraverso territori che, non i palestinesi, ma la comunità internazionale ha detto che sono territori palestinesi. Quindi il muro, alzato dagli israeliani è il primo ostacolo alla creazione dei 2 stati. Ma l’ostacolo più grosso sono le colonie. Vada a vedersi una mappa (anche qui scelga quello che vuole c’è un sito Israeliano che riporta in maniera aggiornato ogni settimana i nuovi insediamenti ebraici) e guardi come sono disposte. Dopo che l’ha fatto mi dica come è possibile evacuare tutti quegli ebrei ,che non sono gli ebrei che erano a Gaza ma sono molti e molti di più e per la maggior parte ebrei dell’ultra destra, da tutta quella terra palestinese occupata.

Lei sa o dovrebbe saper che c’è un’agenzia statale che si occupa di andare in giro per il mondo a cercare ebrei (non importa di che generazione) ai quali viene promesso un lavoro ed una casa. Lei sa o dovrebbe sapere che gli insediamenti colonici diventano paradossalmente più numerosi durante i trattati di pace. Durante la farsa dei trattati di Camp David con Clinton gli insediamenti ebraici sono cresciuti a dismisura. Ma il massimo sviluppo degli insediamenti si è avuto durante i trattati di pace con Sharon (anche qui non mi sto inventando nulla vada a vedere le zone colorate degli insediamenti  riportate in molte mappe e le date delle trattative di pace ) . Le trattative di pace sono una strategia di conquista da parte di Israele.

I Check Point. Cosa ci fanno cinqucento Check Point in territorio palestinese come la West Bank poco più di un fazzoletto di terra? Per la sicurezza dei coloni israeliani che hanno messo su casa in territorio palestinese. Cosa fanno questi Check point? Impediscono ai lavoratori palestinesi di andare a lavorare i propri campi, impediscono ad  una donna di andare a partorire, un ammalato ad andare in ospedale a meno di ore di attesa, impedisce ad  un familiare di visitare un altro familiare in un paese accanto. In una parola tolgono la dignità alla persona.  Ricordo i servizi strappa lacrime per la morte di Nelson Mandela, anche del suo giornale, dove tutti i grandi della terra si sperticavano le mani applaudendo il feretro di colui che aveva lottato e vinto contro l’apartheid. Ma quell’uomo qualche anno prima aveva pronunciato una frase molto dolorosa: il mio cuore non sarà mai in pace sino a quando la Palestina non sarà liberata dall’apartheid. Che ipocrisia, che ignobile grande ipocrisia tutto quel batter di mani.

Ora c’è ne sarebbe già abbastanza per capire perché Israele (e lei e molti come lei che si fanno informare dalla propaganda israelo americana) ritiene strategicamente produttivo che tutti credano che Israele sia d’accordo con la teoria dei 2 stati. Semplicemente ha costruito un’aera geografica dove ora è impossibile poter avere 2 stati. E piano piano sta isolando sempre più aree della palestina (che è il popolo che per numero di abitanti ha il maggior numero di profughi del pianeta) per raggiungere l’obbiettivo sionista di un unico stato ebraico.

C’è ne sarebbe già abbastanza è vero ma dopo gli ultimi servizi che ho visto da Israele sul Tg 3 mi convinco che forse non è ancora abbastanza. Maria Cuffaro ha una occasione storica: intervista il presidente Israeliano Shimon Peres. Comincio dall’ultima domanda che le ha fatto e poi arrivo alla prima. Per ultimo fa una domanda sui territori occupati e Peres risponde: ma vede quello che hanno fatto a gaza quando abbiamo deciso di liberare i territori occupati? Stanno morendo (o qualcosa del genere), si ammazzano tra di loro. Avete visto cosa sta facendo Hamas?

Primo: la decisione di andare via è stata una decisione militare. I militari hanno forzato il governo ad abbandonare le postazioni ed evacuare forzatamente coloni esagitati perché era troppo costoso . Immaginate come può esser possibile evacuarne molti ma molti di più e quasi tutti oltranzisti fascisti dell’ultradestra ostili al governo come sono i coloni presenti nella West Bank (Gerusalemme compresa, perché molti non lo ricordano, ma Gerusalemme è Palestinese). Molto meglio chiudere i confini e lasciarli in un prigione a cielo aperto, prima o poi si stufano e se ne vanno.

Secondo: cosa centra Hamas con i morti della Mavi Marmara che portavano aiuti umanitari o le navi della Freedom flotilla che portavano principalmente derrate alimentari e medicine e che gli Israeliani non hanno fatto avvicinare a Gaza. La strategia è quello dello sfinimento di una popolazione. Un documento Onu redatto da un medico Svedese (sono tutte notizie che ho preso in rete quest’ultima inserita in un’articolo di Noam Chomsky facilmente reperibile) riferisce che il 78% dei bambini di Gaza soffre di anemia, la malnutrizione interessa il 34% della popolazione infantile. Secondo una stima nella sola Gaza muoiono circa 2 bambini alla settimana (senza bisogno di razzi). Che cosa c’entra la pur criticabile  Hamas con la chiusura della frontiera al passaggio di derrate alimentari e di medicine. Come mai entrano con facilità i razzi o il materiale per costruirli? La risposta è molto semplice: Israele ha bisogno di Hamas per legittimare le sue violazioni costanti delle leggi internazionali (nessun paese democratico con cui Israele si paragona viola con reiterazioni impunite le leggi internazionali come fa Israele). Qualche anno fa Luca Caracciolo direttore di Limes e studioso di affari internazionali che lei conosce molto bene per averlo invitato più volte e non noto per una spiccata simpatia palestinese, diciamo che cerca di avere una posizione un po’ “Terzista“ (posizione che per me giornalisticamente  non può esistere), diceva che Israele ha il migliore dei nemici possibili (Hamas) e mai ci rinuncerà. Ieri un suo collega, Michele Giorgio ha fatto un reportage per il manifesto dal nord di Gaza. Era in una zona altamente a rischio per la vicinanza di basi da dove partono i razzi di Hamas (quindi dovrebbe essere bersaglio degli Israeliani). Un portavoce dell’esercito Israeliano riferisce di un violento scontro con miliziani di  Hamas  nella spiaggia di Sudanya che si sarebbe concluso con la distruzione di razzi di Hamas. Durante la perlustrazione però non trova tracce dell’arsenale distrutto. Domanda facile facile. Quando ci mette la IV potenza militare mondiale a fare fuori tutti i razzi di Hamas (ricordiamo che più di mille razzi non hanno provocato neanche un morto, scusate il macabro e poco elegante calcolo). Altra domanda facile facile : perché non lo fa?

Ora veniamo alla prima domanda della Cuffaro: Presidente che cosa si auspica? Mi auspico il cessate il fuoco, risponde Peres, spero vivamente che si riesca a fermare le armi. Cessate il fuoco sembra la parola d’ordine di Tutti. Lo vuole Peres lo vuole il Papa lo vogliono tutti i media che si accontentano di analisi superficiali che ammazzano la verità. Il cessate il fuoco in questo momento lo vuole soprattutto Israele perché sa che tanto non lo mantiene e può continuare la politica di aggressione facendo scomparire di nuovo dalle prime pagine la sua immagine di cane rabbioso e la Palestina. Vi do un altro dato che per voi giornalisti non dovrebbe essere difficile  avere. L’OCHA (Office for the coordination of Humanitarian  Affair) delle Nazioni Unite ha fatto il calcolo delle violazioni del cessate il fuoco israeliane e palestinesi dopo l’ultima operazione israeliana “Pillar of Defence” del 2012. Il rapporto copre circa  3 mesi da novembre 2012 a febbraio 2013. Ci sono stati 4 Palestinesi uccisi e 91 palestinesi feriti dall’esercito Israeliano; 63 sparatorie dell’esercito israeliano; 13 incursioni con carri armati o artiglieria pesante dell’esercito israeliano; 30 attacchi israeliani a pescatori palestinesi; 2 colpi di mortaio palestinese e neanche un razzo. Nello stesso periodo nella West Bank sono stai uccisi dall’esercito israeliano o dai coloni 6 palestinesi e ne sono stati feriti 618. Capite a chi conviene il cessate il fuoco. A coloro i quali sanno che col cessate il fuoco possono continuare la loro politica di aggressione e di sfinimento verso un popolo che se non fossero stati palestinesi sarebbe già liquefatto dalle angherie e soprusi che sono costretti a vivere. Noi sardi abbandoniamo la Sardegna per molto meno!

Sono molti i Tweet della popolazione di Gaza che hanno come tema dominante “non lasciate che il nostro sangue scorra invano”. Molti palestinesi che usano Twitter (visitare il sito EI, electronic intifada, che raccomando proprio) esprimono il concetto che ritornare allo status quo è inaccettabile, che porterà ancora ad una morte lenta con la scomparsa di Gaza dalla vista e dal pensiero di tutti.

No Bianca 2 stati non saranno mai possibili Israele l’ha già scritta quella storia, l’unica soluzione sarà non ora e purtroppo dopo ancora molto sangue (dipende anche dalla voglia di informare coscienziosamente  che voi giornalisti avete), un unico stato con uguali diritti e doveri per tutti e non potrà essere uno stato confessionale com’ è ovvio. Provi a chiedere ad un palestinese non di Hamas che cosa vorrebbe: la maggior parte le risponderà uno stato con diritti e doveri uguali per tutti, in una parola uno stato senza l’apartheid. Sono gli Israeliani che uno stato così non lo vogliono!
E l’America in tutto questo?  Io dico che sono perfino imbarazzanti per come si muovono con le mani legate. E’ imbarazzante vedere prima Clinton e poi quel genio di Bush ed ora lo stesso Obama, che fanno trattative di pace senza poter imporre niente ad Israele. Chiedono concessioni ai Palestinesi e nel mentre gli Israeliani continuano imperterriti l’occupazione del suolo Palestinese. O si gli Americani sgridano gli Israeliani ma non fanno, non possono fare niente per impedire le occupazioni. Quale è il motivo? Anche questo non dovrebbe essere difficile per un giornalista scoprirlo. La verità è che ci sono dei distinti, molto distinti signori americani ebrei votati alla causa sionista che sborsano milioni e milioni di dollari per le elezioni presidenziali in America. Non importa per chi, repubblicani o democratici basta che poi gli si possa alitare sul collo (fuor di metafora: prenderli per i coglioni) e farli  lavorare secondo gli interessi di Israele (finti trattati di pace compresi). Uno fra i tanti è il signor Paul Elliot Singer presidente della Elliot Foundation Questo distinto loschissimo figuro è un multimiliardario americano ebreo che fa i soldi comprando i debiti dei paesi che fanno default (ha iniziato con il Perù) strozzinando la povera gente.  Ad ogni elezione da valanghe di dollari ai candidati alla presidenza.

Se non si incomincia da qui gli Israeliani possono continuare per anni a venire a raccontarci la favola della terra promessa per il popolo eletto senza che nessuno faccia niente!
Concludo dicendo che ci sono sicuramente torti da entrambe le parti ma prima di tutto bisogna sempre riconosce chi è l’aggressore e chi è l’aggredito. Non puoi fare gli interessi dell’aggredito se non sai chi è l’aggressore!

La saluto cordialmente, Gianni Lixi - Associazione Sardegna Palestina- Cagliari.

(le chiedo per cortesia se può inoltrare la mail a Maria Cuffaro ed a Maurizio Mannoni perché non mi pare che mettiate le mail dei giornalisti sul sito. Io nell’ambulatorio della ASL per cui lavoro sono raggiungibile oltre che per telefono anche  tramite mail da tutti i pazienti che visito)."
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