lunedì 2 febbraio 2009

La Mattanza

giovedì 11 dicembre 2008

SOS Italia



La crisi economica e i bambini

La crisi economica spinge sotto la soglia di povertà quasi 960 milioni di persone, e i bambini ne pagano le conseguenze più dure.
Il recente rapporto della FAO aggiunge 40 milioni di individui alla lista di quanti sono sotto la soglia di povertà; seguendo questa tendenza, il numero di uomini, donne e bambini poveri nel mondo dovrebbe sorpassare il miliardo di unità tra il 2009 e 2010, allontanando drasticamente l’obiettivo di dimezzare la fame nel mondo nel 2015.
Gli incrementi sproporzionati del costo dei beni di prima necessità degli inizi di quest’anno - seppure in parte rientrati negli ultimi mesi - hanno segnato un aumento del 30% rispetto al 2007.
Cosa vuol dire questo per i bambini?
Helmut Kutin presidente di SOS Villaggi Dei Bambini – associazione no-profit che da 60 anni si occupa di aiutare bambini e famiglie in difficoltà in 132 paesi del mondo – ha dichiarato: “l’aumento vertiginoso del costo dei beni di prima necessità sta mettendo molti bambini – già in difficoltà – in condizioni sempre più a rischio. Nel nostro lavoro con i programmi di rafforzamento familiare vediamo quotidianamente i bambini divenire più vulnerabili quando i loro genitori affrontano serie pressioni socio-economiche. In molte comunità, principalmente in Africa, Asia e America Latina, la crescita del costo della vita sta costringendo molti genitori a prendere decisioni estreme per riuscire a rispondere alle necessità di base dei propri bambini”.
La crisi economica, che per alcuni può voler dire forse avere qualche regalo in meno sotto l’albero, per milioni di bambini si traduce in lavoro minorile, malnutrizione, abbandono.
La solidarietà internazionale, di governi e singoli individui, è lo strumento fondamentale per arginare la vera crisi, quella che costa vite umane.
I programmi di sostegno a distanza dei bambini orfani e abbandonati o di sostegno familiare e di prevenzione all’abbandono possono fare la differenza nella vita dei bambini e delle famiglie.

Luca Panarella

http://www.sositalia.it/aiuta/

SOS Villaggi dei Bambini Onlus è un’organizzazione a respiro internazionale, impegnata sia nell’assistenza ai bambini in difficoltà che nella prevenzione all’abbandono. In Italia lavora prevalentemente con l’affido familiare, mentre nei paesi in via di sviluppo promuove entrambi gli ambiti di intervento, ovvero assistenza e prevenzione. Da più di sessant’anni la famiglia SOS è impegnata in 132 paesi del mondo, aiuta ogni anno circa 72.000 bambini orfani o abbandonati, così come un milione di persone che rientrano nei suoi programmi integrati di sostegno ai bambini e al loro contesto familiare: oltre all’accoglienza, sanità, si occupa di istruzione, formazione professionale e rafforzamento familiare. www.sositalia.it

Per ulteriori informazioni:
SOS Villaggi dei Bambini
02.55231564
web@sositalia.it



Questo breve articolo è stato scritto dall'associazione "SOS Italia", un associazione che si occupa come potete ben vedere di beneficienza e solidarietà tramite anche adozioni di bambini... Io sono sempre molto scettico riguardo alle associazioni, così ben organizzate, così appariscenti e, giustamente, bisognose di denaro per potersi mantenere... Il denaro è quello che alla fine diamo "noi benefattori", una quota infatti è sempre in parte destinata a stipendi (anche se dicono di essere volontari), pubblicità, viaggi etc... E per di più non si sa mai dove vadano a finire e in che parte questi nostri soldi... Ecco perchè diffido da tutto ciò e dico che sarebbe meglio appoggiarsi a persone fidate, che si conoscono, che possono dirci dove finiscono i soldi che noi diamo... L'ideale sarebbe anche, ad esempio, dopo un'adozione a distanza, andare a vedere come sta il bambino adottato, come e dove viva, insomma se ciò che diamo a lui va effettivamente a lui...
Ma con ciò non voglio sminuire il lavoro di nessuno, neanche delle associazioni, altrimenti non avrei pubblicato l'articolo, per cui mi raccomando, anche in tempo di crisi, recessione e quello che volete, un panettone in meno per noi = un pezzo di pane in più per loro...

Ps: sulla destra trovate anche un collegamento diretto al sito da cui avere maggiori informazioni e contattare direttamente organizzatori e responsabili!

venerdì 5 dicembre 2008

Dislocazione in provincia


Oggi parliamo di politica, recessione, crisi e false promesse....
Oggi è uscito sul giornale un articolo che mi ha davvero fatto inorridire! tra pochi giorni sarà in vendita nelle videoteche e nelle librerie un cortomentraggio girato da Stefania Craxi sulla vita del padre, Bettino Craxi, leader del Psi per diversi anni e Primo ministro a metà degli anni ottanta! In seguito alla vicenda di Tangentopoli nei primi anni Novanta, fuggì in esilio volontario, per non essere processato, ad Hammamet dove nel 2000 morì... Ma non è questa la cosa che mi ha incupito, ma le parole del nostro Primo Ministro, che come sempre, come in ogni occasione, non perde occasione di sparare idiozie e pensare solo ai propri affari! Queste le sue parole: "Il cortometraggio su Bettino Craxi andrebbe proiettato anche nelle scuole, per dare alle nuove generazioni i necessari spunti di riflessione sul modo in cui è finita la Prima Repubblica e sulla falsa rivoluzione giudiziaria che portò alcuni settori della magistratura a teorizzare la supplenza delle toghe sulla politica" (CdS). Sarebbe come se dei neofascisti facessero un video su Mussolini e lo volessero propagandare nelle scuole per far sapere alle generazioni modere che il fascismo è caduto per mano di fanatici o false rivoluzioni democratiche... Vuole propagandare con occhi di parte la vita del suo caro amico che con delle leggi ad personam, quando era Primo Ministro, salvò le sue televisioni che stavano nascendo (Fininvest) e lo aiutò in modo decisamente spudorato a spianarsi la strada per la famosa "Discesa in campo" del 94... E già... perchè non diffondere nelle scuole ideali falsi in cui si giustificano i delinquenti e i ladri diffondendo l'ideale che la magistratura è supplice della politica?? Non è quello di cui abbiamo bisogno? Non è forse il tempo di pensare che la magistratura sia di parte, che sia un covo di sanguinari comunisti che indagano e si intromettono sulla vita dei nostri poveri "Rappresentanti", che fanno perdere loro un mucchio di tempo, di soldi, addirittura la faccia... Poverini... Craxi è stato una vittima della magistratura e dunque è giusto che i bambini oggi sappiano che è stato così... Non è mica vero che Craxi era un ladro... "Le risultanze processuali finali della vicenda giudiziaria di Craxi si incaricheranno poi di smentire almeno in parte tale assunto: in un caso (sentenza ENI-SAI) la sua condanna definitiva fu per corruzione, e non solo per finanziamento illecito di partito (ciò spiega l'insistenza dei suoi eredi nell'attaccare la procedura di quella sentenza dinanzi alla Corte di Strasburgo); in altri casi sentenze - non passate in giudicato solo per il decesso dell'imputato - sostennero in motivazione che Craxi aveva utilizzato parte dei proventi delle tangenti (circa 50 miliardi di lire) per scopi personali (Finanziamento del canale televisivo Gbr di proprietà della sua amante Anja Pieroni, acquisto di immobili, affitto di una casa in costa Azzurra per il figlio); infine, a dimostrazione del fatto che l'utilizzo delle casse del partito non era finalizzato solo all'attività amministrativa ordinaria del Psi, durante le indagini (dopo un fallito tentativo di farli rientrare in Italia, bloccato dal nuovo segretario del Psi Ottaviano Del Turco) Craxi li versò sul conto di un prestanome, Maurizio Raggio." (Wikipedia). Siamo in effetti in un periodo in cui gli ideali sono saldi, forti e accompagnano la gente in ogni occasione, in cui tutti siamo informati dei fatti VERI, in cui l'informazione è libera e gratuita, per cui che importanza potrebbe avere un video del genere proiettato nelle scuole? i bambini crescerebbero con l'idea che Craxi era una vittima... e ovviamente lui, essendo stato AMICONE di Craxi passerebbe come nuova vittima... e vi direte: vabbè ma tanto prima che i bambini crescano lui si è ritirato dalla politica... UN TUBO!!!!!!! Quello è capace di restarci fino a 100 anni in politica, piuttosto va in parlamento col polmone d'acciaio...
Ma le belle notizie non vengono mai sole... Ormai tutti sappiamo che stiamo vivendo un periodo di crisi mondiale, e il nostro governo che si definisce liberale, finanzia Banche e Compagnie Aeree per evitarne i fallimenti (un pò come facevano i goversi comunisti...), ci consiglia di comprare e rilanciare il mercato, poi alza l'IVA su Sky... Diceva in campagna elettorale di voler tagliare i costi della politica in questo modo: "La prima cosa da fare è dimezzare il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei consiglieri comunali». E le Province? «Non parlo delle Province, perché bisogna eliminarle"! In un momento di crisi un governo responsabile l'avrebbe fatto il giorno dopo... Vi sembra che sia stato fatto? Pensate che in Sardegna nel 2001 con la legge regionale n. 9, l'allora Presidente Mauro Pili (indovinate di che partito? Bravi, Forza Italia), raddoppiò il numero delle province, da 4 a 8... Per cui potete vedere che alla fine le parole restano sempre parole... Ci aspettano tempi duri... Stringiamo i denti!!!!!!!

mercoledì 3 dicembre 2008

A Natale puoi....



Scusate il ritado nell'aggiornamento, ma questi giorni sono stato un pò occupato...
Oggi mi sento un pò pigro e per questo motivo vi voglio proporre un testo che ho molto apprezzato, che mi è stato mandato e che mi ha colpito e dunque voglio che tutti voi lo leggiate... Parla del Natale, di questa festa un pò strumentalizzata (a mio avviso) che se potesse alienarsi dal consumismo sarebbe ancora più bella... e per far questo forse si potrebbe prendere spunto dalle parole che Padre Biscardo ha scritto, per un Natale vissuto più nel proprio animo che nelle proprie mani...

"Sta per arrivare (ma non sappiamo l’ora)

Non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino (Marco 13)

Finalmente. La voce s’è sparsa in un baleno: ritorna, sta tornando. Ma l’attesa, scrive Marco, è soprattutto di notte; una notte scandita come sul grande orologio della stazione: nel corso della notte le ore non passano mai e l’attesa si dilata. Ogni tanto accendo la luce per uno sguardo alla sveglia: l’una, le tre, le quattro, come mai tanto ritardo? Mi viene in mente il Cantico: io dormo ma il mio cuore veglia. E come potrebbe dormire un innamorato in attesa?
Il suo arrivo imminente è la buona novella che mi stava dentro ma non avevo il coraggio di dire ad alta voce; è la telefonata giusta che aspettavo da tempo. Mi sarebbe bastato un messaggino silenzioso per farmi saltare di gioia: è in arrivo stop.

Stavamo cadendo uno sull’altro per lo sconforto; ogni giorno, o quasi, la notizia di un malanno; un amico che ci lasciava, una sconfitta, un arretramento. E poi tagli e mortificazioni. Ce ne andavamo un po’ curvi; anche i più giovani mettevano qualche capello bianco. Tutti un po’ litigiosi borbottoni permalosi disfattisti. Film e tv non erano che omicidi rapine taglieggiamenti diffide razzismi pacchetti sicurezza barboni bruciati. Le nostre anime sembravano pressate da un’enorme mano nera. Da un po’ di tempo non riuscivamo neanche a respirare; avevamo perso la voglia del colloquio e del mangiare insieme; rinunciavamo alle feste, evitavamo di ballare e di andare al cinema. Non ci spiegavamo cosa ci stesse accadendo.
Ma ora quel filo di luce che qualcuno fra noi (un po’ deriso dagli altri, diciamo la verità) si ostinava a non vedere tramontato, quel filo sembra prendere corpo. Lui sta tornando, lo dicono tutti; domani starà sui giornali.
E che cosa faremo una volta che Lui sarà di nuovo fra noi? Come ci muoveremo perché tutto sia pronto quando egli scenderà dal treno? Non basterà certo un discorso ufficiale, non potremo limitarci a un coro di benvenuto, non ce la potremo cavare con un pranzo di gala. E allora cosa faremo? Stavolta vogliamo di più. Troppo lunga è stata la notte, troppo acuta l’angoscia e troppo estesa la ferita. Non saranno quindi allestimenti effimeri come un villaggio olimpico ma progetti che dovranno segnare le nostre anime per un lungo periodo. Stavo per dire sempre.
Il suo ritorno non è in fondo che il nostro ritorno o il nostro pentimento per aver spesso disertato, per esserci avviliti senza reagire, per aver deposto gli strumenti dell’arte solo con un lungo sospiro. Ecco cosa scriveva in internet un anonimo cinese qualche giorno fa: ascoltando il discorso pronunciato da Obama la sera del 4 novembre a Chicago mi sembrava di udire una poesia. M’ha fatto provare un sentimento di vergogna per ogni volta che ho detto è impossibile, è inutile.
Al suo ritorno, dunque, Lui potrebbe trovarci già all’opera perché non ci sfugga il momento. Il ritorno di Lui (vorremmo rassicurare l’evangelista Marco) non ci troverà seduti qualunque ritardo portasse il treno. Da quando è circolata la notizia è cominciata la mobilitazione, si è scatenato un uragano di idee di fantasticherie di proposte. Ne è venuto fuori quasi il manifesto di una nuova epoca, il progetto di un new deal delle anime, la convocazione di un concilio a cinquanta anni esatti dall’emozione provata con Papa Giovanni.
Eppure una punta di paura mi resta. Ogni attesa è d’altronde un tremore. Ancora il Cantico: sul mio giaciglio lungo la notte ho cercato l’amato del mio cuore. Paura di che? La paura di non essere all’altezza di tanto personaggio; la paura di deluderlo e di mancare alle sue aspettative. La paura di farmi trovare ancora meschino; quasi senza idee senza entusiasmi e senza speranza.
L’attesa di Lui è però un evento così grande che l’organizzazione in fondo mi sembra un dettaglio. E’ un fatto che mi punge da dentro; è una lettera personale, una telefonata appartata, un caldo colloquio a tu per tu. Lo sento come una folata all’orecchio, un sollievo di petto, un braccio che mi avvolge le spalle. E’ l’intero mio corpo che vi partecipa, è tutta la mia mente che prende armonia. Il semplice aspettarlo è un benessere che s’installa in me piano piano, ora per ora: allargandosi e diffondendosi come una macchia di colore.
Ma cos’è in definitiva quest’attesa? E’ una voglia nuova di stare insieme, di adorare, di leggere, di ascoltarci a vicenda, di capire; e di esultare per un niente. E’ trasformare tutte le nostre storie minori, tutti gli angoli riposti e tutti i giorni che passano così veloci in un solo mosaico brillante. Che festa.

Ora permettetemi di dire che sono pronto a riceverlo: non so esattamente cosa farò ma basta osservarmi allo specchio. I miei occhi sono vivi e lucidi: dunque non mancheranno di guardare lontano."
Padre Biscardo (La giara incrinata)

martedì 25 novembre 2008

Intoccabili??


Domenica in India un ragazzo di 15 anni è stato barbaramente ucciso sotto gli occhi della madre per aver scritto una lettera d'amore ad una ragazza di casta superiore. Lui era uno degli "intoccabili", una casta di ultimo rango e dunque, come tale, impossibilitato a entrare in contatto con gli altri cittadini di casta superiore! Manish Kumar si era semplicemente innamorato di una ragazza, come tutti i ragazzi della sua età e aveva deciso di scriverle una lettera ad Agosto, in cui le dichiarava il suo amore! Pochi giorni fa il padre della ragazza scopre la lettera e per il giovane è la fine! La madre che chiedeva pietà con tutto il fiato che aveva in gola, ha visto suo figlio morire sotto un treno, gettato di peso come "punizione" per quel suo gesto così innocente, così "sfrontato"... Manish ha vissuto, così come tutti i ragazzi indiani vivono, in un'epoca in cui anche se la divisione in caste è stata abolita per legge da ben 50 anni, nella cultura della popolazione vive ancora, indenne alle leggi positive che la superano, quasi come una legge trascendentale che regola la vita di quelle persone... Il termine "intoccabile" significa proprio che non può essere toccato, nessuno deve entrare in contatto con questi esseri inferiori, e anche se lo Stato sta cercando di venire incontro a costoro, la gente preferisce continuare a non averci niente a che fare! Vivono ghettizzati nei confini delle grandi metropoli, è insolito vederli girare nelle città insieme ai "superiori", sono quelli ai quali Madre Teresa di Calcutta ha dedicato la propria vita e il proprio lavoro. Sono coloro che in un tempo in cui la schiavitù e il servilismo sono stati debellati, vivono sottomessi al pregiudizio e alla infida cultura di chi ancora non si arrende al progresso, di che chi ancora vuole conservare i propri privilegi, perchè se su 1 miliardo di persone quasi la metà sono "intoccabili" (Paria), sarebbe un disastro vedersi togliere da sotto il naso agevolazioni e "servi" che lavorano e muoiono come bestie per il progresso del paese! Già perchè se l'India è oggi un Paese che ormai sta uscendo dai cosìdetti PVS (Paesei in Via di Sviluppo) per diventare una grande potenza mondiale, lo deve anche a queste pesone che lavorano i campi quando possono, che pascolano il bestiame, che sono il carburante di questa grande macchina! C'è infatti chi si approfitta di questa cultura, chi sfrutta il fatto che siano considerati peggio delle bestie (le mucche sono sacre, gli uomini muoiono se uccidono le mucche e se le mucche uccidono gli uomini sono idolatrate) facendoli lavorare anche come lavapanni nei fiumi o "spazzini"... Manish era uno di questi, si era però innamorato, l'errore fatale che gli è costato la vita... Pensiamo oggi alla recessione, al PIL che sale solo dell'1,8% anzichè del 3.2 e in Paesi con cui concorriamo per il primato economico mondiale, il 15enni vengono trucidati se si innamorano di chi non "devono", se sbagliano a vincere il pregidizio, se sbagliano ad andare oltre...

sabato 22 novembre 2008

Mondi paralleli


La scritta www che comunemente usiamo quando scriviamo l'indirizzo di un sito web, sta a significare World Wide Web (grande ragnatela del mondo)!! La parola chiave di questa sigla è proprio "web", ragnatela in inglese, che è anche la parola con cui comunemente chiamiamo il mondo di internet, il Web! Internet nacque nel lontano 1969 (ARPANET) e in diversi decenni subì notevoli trasformazioni, fino ad arrivare all'odierno Internet, gigantesco mondo che riproduce in una dimensione virtuale tutto ciò che noi dal reale riusciamo a trasferirgli. Il nome web è anche significativo, proprio perchè si comporta come una grande ragnatela che collega tutto il mondo, da qualunque parte della terra voi vi troviate potete accedere ad internet e entrare in contatto con ciò che è più vicino ad esempio ad un vostro coetaneo che abita dall'altra parte del mondo... Generazioni a confronto, mondi, popoli, colori, religioni, tutto il mondo diventa Paese come si suol dire, tutti possono sapere tutto, internet è infatti libero e gratuito!! Ecco, so già che mi direte: Non è vero!!! E invece è verissimo, quello che voi pagate nelle vostre bollette è il servizio che i cosìdetti ISP (Internet Service Provider) vi fanno pagare per potervi connettere, ma voi non pagate internet in se, pagate il servizio e le strutture di accesso! Ora giustamente, bisognerebbe dire che essendo internet un mondo "parallelo" ed essendo noi cittadini di questo mondo, è anche vero che tutti quanti dovremmo essere in grado di potervi accedere, senza distinzione sociale, geografica e/o economica... Ma ahimè non è così! Purtroppo nel mondo ancora milioni di persone non sanno neanche di cosa si tratti (Es. in Africa) altri milioni di persone non possono navigarci in libertà perchè innumerevoli indirizzi (URL) sono bloccati dai sistemi politici dei loro paesi (Es. Cina), ma ancora di più sono tutte quelle persone che non dispongono di connessioni adatte all'evoluzione costante del mondo di Internet, non avendo ad esempio un ADSL. E' triste doverlo dire, ma solo in Italia, i comuni che non sono raggiunti da una linea ADSL sono oltre 3000! ciò significa che hanno la possibilità di accedere alla metà delle informazioni di cui chiunque altro dispone (i moderni siti web diventano sempre più massicci e la velocità di trasferimento dati è spesso troppo poca per una "visita")... Mi chiedo allora io: perchè non si mettono tutti quanti nella possibilità di accedere come gli altri? perchè alcuni non possono?? Internet è di tutti, tutti possono scriverci, mettere foto, video, comunicare... si può fare di tutto!! Nel 2008 i quotidiani si stanno trasferendo sul web, in America Obama i discorsi alla nazione li pubblica anche su quel fantastico sito di condivisione di video chiamato Youtube, la gente scrive le proprie impressioni, idee, sogni, i negozi si trasferiscono su internet, le biblioteche, tutto... tutto quello che potete immaginare sul reale c'è anche su internet... Ma attenzione... Questo è un'arma a doppia lama, infatti essendo così libero, internet è anche la tana della malafede, è facilissimo imbrogliare, ricattare, rubare informazioni preziosissime (accedere ad esempio ai dati bancari), o addirittura entrare in contatto con pedofili e sette sataniche!!!!!!
OCCHIO!!!!!!!!!!!!
Internet va maneggiato con cautela, guai a quei genitori che lasciano i propri bambini a navigare da soli, senza protezioni, i pericoli si nascondono dietro gli angoli all'apparenza meno pericolosi (chat, P2P...)...
Su Internet circola di tutto, fate moooolta attenzione a cosa leggete, guardate e scaricate, anche le cose apparentemente più innocue possono celare i contenuti più tristi e infimi!
Ma non voglio fare nessuna paternale o dare consigli a nessuno, sono l'ultimo di questa terra che potrebbe darne, dico solo di fare attenione e di sfruttare questo POTENTISSIMO mezzo... Informatevi attraverso la rete, la rete è libera da censura, chi veramente sa la verità la scrive in rete, perchè su giornali e televisione non la può raccontare per cui, cercate più che potete di usare internet per aggiornarvi sui fatti quotidiani e sulle scoperte e le vicende del mondo, così non potranno mai fermare la libertà... E anche se c'è gente che (pagata da noi) vuole mettere una bavaglio anche a chi la verità la scrive su internet, continuiamo a usarlo, facciamoci sentire, uniti si vince!!!!
Ma non ci sono solo brutte notizie... tramite internet si accede a tantissime notizie positive, ad esempio su energia, aiuti umanitari, missioni, piccole opere che quotidianamente fanno si che anche se ci mostrano il lato oscuro della medaglia, dall'altro c'è una luce brillantissima che risplende... INTERNET è potente, impariamo ad usarlo!!!!!!!

lunedì 17 novembre 2008

Terza, quarta e quinta repubblica


C'era chi 8 mesi fa, parlava di cambiamento radicale della politica italiana, parlava addirittura di Terza Repubblica... Ciò vorrebbe dire che, passando da un'"epoca" storica ad un'altra, avremmo dovuto assistere ad una svolta significativa sul piano istituzionale o per lo meno generazionale! Vi ricordate il passaggio dalla prima alla seconda? Io ero piccolo al tempo, ma se non rcordo male era il '94 e ciò avvenne quando a seguito dell'inchiesta di Tangentopoli, i principali partiti politici si sciolsero (Pci, Dc) e altri si ridussero a un niente (Socialisti, Liberali, Repubblicani...) e di quel parlamento, non rimasero che pochissimi esponenti... Ci fu dunque un cambio generazionale e questo cambio riguardo anche il modo di fare politica, già, perchè giunse l'era della politica degli imprenditori, dei padroni di televisioni e giornali, di banche e case editrici, di chi gestisce gli archivi di stato e di chi possiede squadre di calcio... sono passati 14 anni da quell'evento e nella seconda repubblica, sotto gli incessanti colpi degli interessi di parte (destra soprattutto, ma spesso anche sinistra) l'Italia si è lentamente consumata, logorata... il Bel Paese è stato ridotto a Paese di disoccupati, senza tetto, poveri, ignoranti, presi in giro... Ma anche Ville, Yacht, banche, giri di denaro, trasformismo, compravendita anche dei valori morali delle persone... poi quest'anno ci hanno voluto far credere (ma noi non siamo idioti) che le cose sarebbero cambiate, che sarebbe stato l'avvento della Terza Repubblica... COSA??? dov'è il cambiamento?? Chi sono le persone nuove che stanno dando una svolta alla politica e alla repubblica per chiamarla Terza?? AH.... scusate... è vero... il cambiamento c'è... o meglio, la retrocessione c'e... Già perchè stiamo tornando a quando un uomo voleva comandare da solo e piano piano toglieva potere a chi gli stava intorno, a cominciare dal Parlamento... Quest'uomo oggi è quello che possiede tutto, che sta in un conflitto di interesse mai visto prima nella storia (almeno i sultani orientali governavano su quello che possedevano, non su quello che non possedevano) che manda in giro per le trasmissioni bamboccetti e fantocci come quel coso che vedete nel video con Travaglio, quello che 3 anni fa gli parlava contro insieme a Pannella e la Bonino... Allora mi chiedo come si faccia a parlare di Terza repubblica, quando il gioco è sempre quello che vediamo da 15 anni a questa parte... Ma mettendola così sembra che tutto vada male e che tutto faccia schifo... E invece no... perchè dove qualcosa va male, dietro c'è la voglia di farla andare bene... Ci sono delle persone che si mettono in mostra (Travaglio, Saviano, Rizzo e Stella...) e altri che lo fanno sottovoce (operai, studenti, lavoratori umiliati e in cassa integrazione) perchè credono fortemente che le cose si possano cambiare... Giovedì scorso sono stato alla trasmissione Annozero, ho partecipato come pubblico durante i collegamenti con Torino e ho visto qualcosa che sentivo nell'aria e che ho avuto la possibilità di cogliere con i miei occhi... La gente stufa che vuole il proprio diritto alla vita, la voglia di lottare... mi ha colpito molto una signora che il 23 novembre verrà licenziata dallo stabilimento Lavazza che c'è qui a Torino che non aveva la benchè minima speranza di essere riassunta, che presto sarebbe finita in Cassa integrazione, ma che aveva una voglia di vita pazzesca... Rideva e schezava, parlava con noi studenti della sua situazione, ci invogliava a studiare, a gridare al mondo la nostra rabbia, ci chiedeva di essere l'esatto opposto di questi imbecilli che hanno distrutto il Paese, di dare vita e speranza un domani, quando al loro posto ci saremo noi, a chi verrà dopo di noi e dopo di coloro ai quali la speranza di una vita tranquilla è stata negata... E' una cosa che mi ha lasciato il segno, ogni tanto ci penso, penso a quello che potremmo fare a le pochissime strade che ci sono rimaste da percorrere... Una di queste è quella di parlare, di non stare mai zitti, di non far finta di nulla ma di denunciare sempre tutto e tutti, di gridare al mondo la nostra vergogna, di combattere con ogni mezzo legittimo e onesto, di non sporcarci mai le mani... Siamo giovani, siamo tanti, prima o poi vinceremo noi... Abbiamo aiuti notevoli da parte di chi ci sostiene e che noi dobbiamo sostenere! Quando leggo belle notizie che riguardano ricerca, sviluppo e innovazione degli altri Paesi del mondo, mi si illuminano gli occhi, perchè non penso "eh cavolo loro si e noi no, beati...", ma dico "benissimo, loro ce l'hanno fatta, allora ce la faremo anche noi"!! Non abbiamo niente da invidiare a niente e a nessuno, non abbiamo nulla in meno rispetto agli altri, anzi... abbiamo delle catene in più che li limitano e ci impediscono di progredire... Liberiamoci dalle catene!!!! Fino a 150 anni fa venivamo invasi in continuazione da popolazioni straniere, oggi veniamo invasi da gente "straniera" (nel senso che non ha niente a che fare con noi, non gli extracomunitari), che come quelle popolazioni ci schiavizza e ci blocca... non è cambiato niente, siamo fermi a 150 anni fa... Non sarà ora di prenderci la nostra Libertà????
Mi direte "eh già, belle parole, però come si fa?"... Per prima cosa prendete la vostra televisione e lanciatela dalla finestra!!! Una volta fatto, quando andate dal giornalaio comprate la settimana enigmistica al posto dei quotidiani (li potete leggere su internet quelli, sono quasi gratis (perchè comunque con le nostre tasse i soldi se li prendono lo stesso)), quando poi andate in libreria, sputate sui libri di vespa e di tutti questi servetti del sistema e, infine, compratevi un computer e collegatelo ad internet... Stop!!! Tutto qui... informatevi attraverso la RETE... Non c'è niente di più libero oggi che la rete! In rete non potete scrivere delle cavolate, perchè 30 secondi dopo, sarete sbugiardati da centinaia di eprsone più informate di voi... Non potete scrivere: silvio salva l'alitalia, perchè 10 secondi dopo, 50 persone vi avrannos scritto: IMBECILLE... ecco cosa si può fare! Ci si può scambiare notizie vere e oggettive, ci si può confrontare, si può pensare con la propria testa, si può essere liberi di esprimersi e di essere informati!!!!!!
Se credono davvero che siamo così stupidi da farci prendere per il sedere ancora per molto, si sbagliano... la Terza Repubblica la facciamo noi!!!!!

sabato 15 novembre 2008

Democrazia in vendita


La legge 133/2008 votata alla Camera dei Deputati è la sconfitta della Pubblica istruzione... Vi invito a leggerla e in particolare date una balla lettura agli articoli 15, 16, 25 e 26.... Di cosa si parla?? Ve lo spiega brevemente... Taglio dei finanziamenti alle Università pubbliche per un ammontare di 1,4 Miliardi di Euro in 5 anni... Miliardi... Limite delle assunzioni per le cattedre universitarie con blocco del turn over del 20% (in parole povere ogni 5 professori in pensione un professore assunto), trasformazione delle Università pubbliche in fondazioni private... Questo è il succo della nostra protesta, una protesta che è fatta per salvaguardare il nostro diritto allo studio, il nostro diritto a costruirci il nostro futuro... Cosa succede con queste misure? E' semplice, quando le università avranno l'imminente necessità di trasformarsi in associazioni private perchè con il taglio di 1,4 miliardi di Euro non riusciranno neanche a pagare gli stipendi al personale, il blocco del nostro diritto allo studio sarà la conseguenza logica derivata dal fatto che aumentando vertiginosamente le rette (dovranno recuperare i soldi che non vengono dallo stato...) la gente comune non avrà più la possibilità di far studiare i propri figli, sarà un privilegio per i ricchi... Ma la costituzione cita in 2 articoli (30, 34): "è dovere e diritto dei genitori mantenere, ISTRUIRE ed educare i propri figli" e "i capaci e i meritevoli, ANCHE SE PRIVI DI MEZZI, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE... Certo, non direttamente, ma è evidente che moltissimi ragazzi MERITEVOLI E CAPACI non avranno più la possibilità di proseguire gli studi... Io non avrò la possibilità di proseguire i miei studi a Torino... Chissà a saperlo prima avrei fatto fare il mutuo ai miei, ma sarei andato a studiare in Inghilterra tanto le rette si equivalgono... e col blocco delle assunzioni, non solo verranno chiusi innumerevoli corsi di studio (in parte su alcuni sono d'accordo, ma non è questo il modo) e in più quell'uno che verrà assunto al posto dei 5, indovinate come verrà scelto...!!!! Esatto, sarà il figlio di qualcuno... Come sempre... Ecco il merito, ecco il voler rendere le nostre università, Università di prestigio... in più le Università con i bilanci in rosso, non riceveranno più nulla, i soldi verranno mandati alle altre, perchè così si valorizza il merito... Ma stiamo scherzando?? La ricerca non esisterà più... tutto sarà deviato ai puri interessi degli investitori privati che comanderanno a bacchetta le menti geniali dei nostri ricercatori... che braccati ovviamente andranno all'estero... Ecco la meritocrazia, i migliori vanno all'estero... Giustamente!!! E che fine faranno le nostre facoltà umanistiche??? quali banche saranno disposte a finanziare le ricerche nel campo intellettuale, non avendo poi riscontro economico immediato?? perchè sarà questo che conterà, il denaro e soprattutto il denaro facile... sempre lui!!! le facoltà chiuderanno, gli studenti andranno a casa, quelli che restano pagheranno le perdite che le banche subiranno con questa crisi (che in primavera avrà il suo boom), la ricerca sarà incentrata sugli interessi di parte, gli insegnanti saranno incompetenti e raccomandati, i bravi andranno all'estero e quando non ce ne saranno più allora piangeremo... Capite ora perchè questa legge fa schifo?? Accompagnata poi dalla riforma Gelmini che tocca la scuola, con la riduzione delle ore di studio settimanali, il maestro unico, il taglio di oltre 85000 persone tra insegnanti e personale ATA senza turn over, il grembiulino, il 5 in condotta e tutte queste buffonate che accompagnano la seria intenzione di privatizzare oltre che le università anche le scuole... già perchè le scuole private non subiranno nessun taglio, anzi, la ministra ha incontrato una rappresentanza di genitori che hanno figli in scuole private proprio affinchè le si chiedesse di eliminare i tagli previsti per la scuola privata (altrimenti sarebbero state COSTRETTE "a iscrivere i propri figli nella scuola pubblica")... E' così è stato... Ma d'altronde siamo fannulloni, non abbiamo voglia di fare nulla, occupiamo le università per il puro gusto di togliere ai meritevoli la possibilità di studiare ed andare avanti... Ovvio... Siamo noi nella parte del torto in effetti... noi che democraticamente sfiliamo (scuola, università e lavoratori insieme) per le strade delle città, che gridiamo la nostra rabbia e la nostra indignazione, noi che abbiamo una sola risposta dall'alto: ANDIAMO AVANTI PER LA NOSTRA STRADA... IL DECRETO DIVENTERA' LEGGE!!! questo è lo spirito di democrazia che c'è oggi in Italia, decreti, fiducie, orecchie tappate e occhi bendati... Non esiste ascoltare i milioni di persone che forse hanno qualcosa in contrario... NOOOOO perchè mai?? chissene frega, sono Fannulloni che non hanno di meglio da fare, tanti saluti, la nostra strada è quella giusta... A tutti gli stranieri che leggono questo blog: BENVENUTI IN ITALIA....

mercoledì 12 novembre 2008

Rifiuti Zero


Stamattina leggendo un quotidiano locale Torinese (di cui non faccio il nome per non fare pubblicità), mi sono imbattuto con immenso piacere in questa intervista fatta all'assessore all'Ambiente del comune di Capannori (Lu), Alessio Ciacci... Prima di riportarvi l'intervista che mi ha molto colpito, vi do due informazioni sull'assessore Ciacci e sul comune di Capannori. Alessio Ciacci è nato a Lucca nel 1965, nel 99 fa il suo primo viaggio nelle favelas delle grandi città del Brasile, nel 2001 collabora con gli organizzatori della manifestazione PACIFICA a Genova durante il G8, nel 2003 si reca in Messico e Guatemala per progetti di collaborazione, giustizia e solidarietà con la popolazione indigena, nel 2007 comincia la sua attività nelle istituzioni venendo eletto Assessore nel comune di Capannori in provincia di Lucca. Come leggerete, questo comune ha deciso di diventare il primo comune italiano che ricicla il 100% dei propri rifiuti entro il 2020... Come?? Molto semplice, leggete.....

Capannori (Lucca) è il primo Comune in Italia ad aver aderito al progetto “Rifiuti zero”. Di che si tratta?

Entro il 2020 vogliamo cercare di arrivare all’eliminazione dei rifiuti urbani avviati a smaltimento, creando un sistema sostenibile che, come la natura, non getti niente ma ricicli tutto. Solo un processo senza accumulo infinito di scarti è un sistema che può pensare di avvicinarsi alla sostenibilità.

Quali sono gli obiettivi di “Rifiuti zero”?

Essenzialmente due: arrivare al massimo riciclo dei materiali attraverso una raccolta differenziata “porta a porta” e attivare progetti (già oggi ne abbiamo in corso 11) per la riduzione della produzione dei rifiuti.

Capannori, con la raccolta domiciliare, ha raggiunto l’82% di raccolta differenziata: cos’è quel 18% circa di rifiuti indifferenziati che non riuscite a differenziare?

In collaborazione con la Provincia di Lucca abbiamo effettuato un’analisi merceologica sulla composizione di questo scarto e stiamo lavorando per la sua riduzione. Ad esempio ci sono molti pannolini e proprio per questo abbiamo iniziato una campagna per la promozione dei pannolini lavabili, dando un incentivo economico a tutte le famiglie che decidono di utilizzarli.

Con “Rifiuti Zero” lei sembrerebbe realizzare un’utopia: rendere obsoleti inceneritori e discariche nell’era dell’ “usa e getta”…

Penso che la politica serva proprio a questo, a definire grandi obiettivi per il futuro, e cercare di costruirli con la massima partecipazione di tutti, per il benessere dell’umanità e del pianeta che ci ospita, che è il nostro bene comune più importante.

I vantaggi ambientali del progetto sono evidenti. Parliamo di quelli economici…

Solo nel 2007 abbiamo evitato di spendere 2,6 milioni di euro in discariche e inceneritori, e li abbiamo investiti in più personale (circa 30 assunzioni), mezzi più piccoli ed ecologici, sostegno alle associazioni locali per la distribuzione a tutte le famiglie dei kit e delle istruzioni per la raccolta differenziata e infine, cosa non da poco, un piccolo premio, una riduzione del 20% sulla parte variabile della tariffa.

Secondo lei anche nelle grandi città – Capannori conta 45 mila abitanti, in 40 frazioni – può essere possibile prevedere “Rifiuti zero”?

Certo! Novara, per esempio, ha 100 mila abitanti serviti dal “porta a porta” e ha superato il 70% di raccolta differenziata, così come Torino che ha molti quartieri cittadini con la raccolta domiciliare. Ma anche grandi città statunitensi, come ad esempio San Francisco, hanno fatto la stessa scelta.

Fuori da Capannori quali suggerimenti darebbe al cittadino per una vita a “Rifiuti zero”?

La sostenibilità si costruisce dalle scelte e dai comportamenti quotidiani. Dunque, per quanto riguarda i rifiuti, differenziare il più possibile e cercare di produrre meno ”scarti”, ad esempio evitando l’acquisto delle acque minerali e bevendo acqua di rubinetto, che è più sicura e garantita di quella al supermercato. Il miglior rifiuto è quello non prodotto!

Lei si è fatto promotore di un altro “rivoluzionario” progetto: sostituire progressivamente dalle mense scolastiche le acque minerali con brocche di acqua del rubinetto. Quali i risultati?

Ottimi! L’Italia è uno dei paesi al mondo con maggiori consumi pro-capite di acque minerali, è una follia che deriva dalla massiccia pubblicità che ci ha indotto questo consumo.

Suo anche il progetto “Il mio latte appena munto” con il quale il Comune distribuisce alla spina circa 600 litri di latte crudo al giorno al prezzo un euro al litro. A vantaggio non sono solo del cittadino (che risparmia 30/40 centesimi ogni volta), ma del produttore (che ricava più che dal circuito tradizionale), e con meno rifiuti per tutti (perché le famiglie portano i contenitori da casa). Lei è un mago!

No, assolutamente nessuna magia! Quello della filiera corta, del rapporto tra produttore e consumatore, è una prassi che vigeva già in passato e che una volta era una sana normalità. Il consumismo e la pubblicità ci hanno indotto a perdere il contatto con i prodotti ed i produttori del nostro territorio. Ma è a partire da queste esperienze che possiamo pensare di coniugare sostenibilità sociale e ambientale, come già fanno i gruppi di acquisto solidale attivi in quasi tutte le città d’Italia.

Ha fatto volontariato internazionale, in particolare in Brasile, Messico e Guatemala. Cosa le è rimasto da quelle esperienze?

Una grande carica e motivazione. La voglia di lottare per un mondo più giusto fatto di diritti e non di sfruttamento. Vedendo quelle realtà si comprende l’ingiustizia, l’iniquità e l’insostenibilità sociale ed ambientale di questo modello di sviluppo. Occorre che ognuno di noi comprenda l’importanza delle sue scelte sulla società e l’ambiente: dai consumi agli stili di vita sono le nostre scelte che orientano la società.

Laura Zangarini

E' di persone così che abbiamo bisogno alle istituzioni, gente che viaggia, si informa, partecipa, aiuta, propone, giovane, e ogni quant'altro riusciate a ricavare dalle parole di quest'uomo... C'è sempre speranza di salvare il Paese se ci sono ancora persone così che continuano a battersi per ideali nobili e giusti, se siamo uniti ce la facciamo.....!!!!!!!

lunedì 10 novembre 2008

Abominio


E' abominevole quello che succede in Nigeria nel silenzio più totale dei media e nell'indifferenza della gente!
Vi riporto l'articolo tratto dal Corriere della Sera che è sicuramente più chiaro e preciso di quanto possa essere io.

giovani donne violentate e tenute prigionierE per partorire
Nigeria: scoperta «fabbrica di bambini»
Venivano fatti nascere per essere venduti. Secondo l'Unicef il mercato è di almeno 10 minori al giorno
ENUGU (Nigeria) - La polizia ha fatto irruzione in una clinica per la maternità di Enugu, nell’est della Nigeria, per stroncare una «fabbrica di bambini». Nell'edificio, di due piani, tutto taceva durante il giorno, ma l'attività diventava febbrile durante la notte. Si trattava di una struttura dove venivano rinchiuse giovani donne (ne sono state liberate 20) e venivano dati alla luce bambini da mettere in vendita. Per le organizzazioni locali che si battono contro il traffico di essere umani, la pratica non è rara in Nigeria, il Paese che conta il più alto numero di abitanti del continente africano, pari a 140 milioni. Stando alla ricostruzione fornita dalle organizzazioni di quella che è stata definita la più vasta operazione di polizia contro una rete di trafficanti di bambini, il medico responsabile della clinica di Enugu attirava giovani donne che portavano avanti gravidanze non desiderate, proponendo loro di aiutarle ad abortire. Le adolescenti venivano invece rinchiuse fino al giorno del parto, quindi costrette a separarsi dal proprio bambino in cambio di circa 20 mila naira (135 euro). I bambini veniva poi venduti, generalmente a nigeriani, per una cifra che oscilla tra i 300 mila e i 450 mila naira (2 mila -3 mila euro).
STUPRI RIPETUTI - «Appena entrata, mi hanno fatto un’iniezione e sono svenuta - ha raccontato alla France presse una delle 20 donne liberate - quando ho ripreso conoscenza, mi sono resa conto che ero stata violentata». La ragazza, 18 anni, è stata quindi rinchiusa con altre 19 donne. Il medico l’ha violentata di nuovo il giorno dopo, una settimana prima dell’intervento della polizia. Non esistono dati precisi sulle «fabbriche dei bambini», come sono state ribattezzate dalla stampa nazionale, e sul numero di neonati destinati ogni anno alla vendita, ma secondo gli attivisti si tratta di un’attività molto diffusa, gestita da organizzazioni molto strutturate. «Pensiamo siano più grandi di quanto sappiamo», dice Ijeoma Okoronkwo, direttore regionale dell’Agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani. Le strutture simili alla clinica di Enugu scoperte finora nel Paese sono almeno una decina. «Tutto questo esiste da tempo, ma noi ne siamo al corrente solo dal dicembre 2006, quando un’ong ha lanciato l’allarme e ci ha segnalato che i bambini venivano venduti e che vi erano coinvolti gli ospedali», ha aggiunto.
«VOLONTARIE» PER POVERTÀ- In alcuni casi, giovani donne molto povere ricorrono di propria volontà a questa pratica per avere denaro. Nella clinica di Enugu, «abbiamo trovato quattro donne che erano lì da tre anni, per fare figli», ha detto il responsabile locale per la sicurezza, Desmond Agu. Secondo la polizia, il medico «invitava» giovani uomini «per ingravidare le ragazze». In alcuni casi, i bambini vengono dati alla luce per avere più manodopera o farli prostituire. Nella società nigeriana la sterilità di una donna sposata è un fardello. «Nella società Igbo (etnia del sud-est), il prezzo da pagare quando non si hanno bambini è alto», evidenzia Peter Egbigbo, psicologo clinico, ma la gente «è pronta a pagare non importa quale somma per un bambino», di cui poi nascondono a tutti l’origine. «Molta gente non sa neppure che quel che fa è contro la legge - sottolinea Okoronkwo, dell’agenzia nazionale - credono si tratti di una adozione». Secondo l’Unicef, sono almeno dieci i bambini che vengono venduti ogni giorno in Nigeria.

E' una cosa tristissima, e la cosa più triste è che la notizia esce adesso, mentre dubito fortemente che questi episodi siano novità assolute, e mi rende ancora più triste il fatto che nessuno, nessuno dei GRANDI come si definiscano, abbia espresso una parola di solidarietà, abbia detto il suo parere (quello del Paese più che altro), abbia espresso il desiderio di intervenire, di aiutare queste persone... Ma la Questione Africa non è una cosa di oggi... E' una cosa di SEMPRE una vergogna che ci portiamo avanti da secoli! Perchè l'ONU si sta trovando nelle condizioni di dover implorare l'aiuto di qualcuno, che tra l'altro neanche risponde? Perchè questa gente soffre in questo modo disumano? Dov'è la democrazia Americana? Perchè in Iraq bisogna esportare democrazia e in Nigeria si guardano le donne stuprate alle quali vengono tolti i bambini per traffici illegali di minori e di organi? Ma non è solo la Nigeria... Il Congo, la Somalia, l'Uganda e così via (Corriere) (Messaggero)! Nessuno parla, nessuno interviene, l'importante sembra solo salvare le banche e le tasche dei milionari dalla recessione e dalla crisi economica! Dicono che in questi Paesi ci sia gente che vive con meno di un Dollaro al giorno! Un dollaro...??? Non sanno manco cos'è un dollaro questi.... Pensano che la democrazia vada esportata dove c'è carta verde che circola.... VERGOGNA!!!!!!!!!!! Carla Bruni si vergogna di essere italiana perchè Berlusconi dice che Obama è abbronzato, io mi vergogno di essere un essere umano a vedere i miei fratelli in quelle condizioni!