venerdì 16 maggio 2008

Maestri irregolari



Oggi vi parlo di un libro che io ho apprezzato in modo particolare e di cui ho conosciuto anche l'autore, Filippo La Porta, un critico letterario che sa davvero comunicare quanto sia affascinante il mondo dei libri... Le sue recensioni non sono sempre positive e forse per un motivo on indifferente: Mancano i punti saldi, i valori e coloro che ci imprimono questi valori che via via stanno decadendo...
La nostra storia, questo progressismo, una globalizzazione che più che alle porte ormai c sta invadendo, un sempre maggiore progresso tecnologico, stanno forse imprimendo nell'uomo l'idea dell'autodeterminazione... Cosa voglio dire? Vi capita mai di sentirvi onnipotenti, forti e concreti in quei momenti in cui riuscite in un vostro progetto, in cui tutto sembra andar ben e dite: Ce l'ho fatta da solo....
Credo infatti che sempre più spesso la gente dica questa frase, che si senta forte senza particolari form di sostegno, l'autodiattismo sembra quasi prendere il posto dell'insegnamento e dell'esperienza condivisa... Sarà il progresso? Il fatto che l'uomo non abbia più bisogno di riconoscere se stesso negli altri e dunque autodeterminarsi senza confronti per poter dire "da solo NON POSSO"!! L'idea di La Porta nasce proprio da quest'analisi, in questo libro fa "scendere in campo" 11 maestri che nella sua formazione gli hanno permesso d diventare quella persona tanto colta e tanto coinvolgente sul piano professionale (non lo conoco come persona) che è... Nicola Chiaromonte, George Orwell, Simone Weil, Albert Camus, Ignazio Silone, Arthur Koestler, Carlo Levi, Hannah Arendt, Christopher Lasch, Pier Paolo Pasolini, Ivan Illich, ecco la squadra! Forse non tutti conoscono questa figure (forse i più famosi sono Orwell, Camus, Levi (non Primo) e Pasolini), io stesso non conoscevo la maggior parte di loro, m vi assicuro che dopo che leggerete ciò che questi personaggi, con uno stile davvero semplice, lineare e scorrevole rielaborato dall'autore, hanno detto, credo che vi riconoscerete (spero) in ideali così alti e lontani dalla nostra socità consumista e materialista! "Espulsi di fatto dal nostro orizzonte culturale, disinnescati da morti dopo essere stati scomodi o inassimilabili in vita, i loro ritratti lasciano affiorare più di una parentela ideale, al di là delle solidarietà contingenti, dei moti simpatetici che qualcuno ebbe per l’altro". Questa frase l'ho presa da una recensione e ho pensato che esprimesse molto mglio delle mie parole questo concetto!
Io credo che avere dei maestri sia non solo necessario e indispbile per la formazione di ognuno, ma anche un fatto di orgoglio, poter andare in giro e dire: Il mio maestro è stato Tizio o Caio... Secondo voi Alessandro Magno se lo teneva nascosto che il suo maestro è stato niente di meno che Aristotele? Pensate come "ci si fa belli nei salotti" (citazione erudita) quando si dice: ho letto Hegel, Camus, Orwell, Joyce e chi più ne ha più ne metta... Usare il pensiero di questi grandissimi pensatori e omunicatori per costruire partendo da questa basi, qualcosa di davvero eccelso ed elevato!! Affidiamoci ai maesti, potremmo noi stessi essere un giorno maestri dei nostri figli e dei nostri prossimi, REIMPARIAMO AD ASCOLTARE E IMPARARE!
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