lunedì 2 dicembre 2013

Il bene si alimenta cercando altro bene


Ci son certi momenti in cui vengo davvero preso dallo sconforto.
Apro i giornali, leggo i blog, ascolto la gente e non sento altro che tragedie su tragedie, complotti, truffe, racket, miseria, devastazione, soprusi, ingiustizie e chi ancora ne ha altri ne metta...

Siamo al catastrofismo apocalittico, sembra quasi che questo mondo, questo Paese da un giorno all'altro verranno distrutti come Sodoma e Gomorra per tutto il male che lo incatena e lo inchioda a un sempre più desolante futuro.
Non c'è giorno che passa che la nostra testa non venga bombardata da informazioni su quanto il male operi nella vita degli uomini.

Oggi, l'era digitale, di internet, degli smartphone e dei social network è sempre più facile avere delle informazioni aggiornatissime, si calcola che un ragazzo ha più informazioni in tasca di quante ne avesse il governo americano all'inizio del secolo. 
E siamo sempre lì, pronti ad aggiornare le nostre pagine web per avere l'ultima notizia fresca di pubblicazione, l'ultimo video che testimonia una violenza o una truffa, l'ultima immagine che cattura un labbiale di cui si discuterà per mesi.
L'era social, l'era dell'informazione a 360° ci ha catturati. 

Ma è davvero a 360°???

Aprendo un giornale online o semplicemente Facebook, Twitter o qual si voglia fonte di notizie, quanti sono i titoli dedicati alle catastrofi e a ogni sorta di opera di male rispetto a quante buone notizie, in realtà, si generano nel quotidiano?
Quante volte sentiamo dell'approvazione di una legge giusta (è mai una legge giusta?), di un gesto solidale (non è che toglie qualcosa ad altri?), di una dichiarazione di apertura e di pace (a chi chiude se apre ad un altro?), di una stretta di mano in una partita di calcio (si, ma quella è ipocrisia)??
Quante volte alla prima notizia che non si colloca tra la cronaca nera o al complottismo politico, dedichiamo meno che uno sguardo sul titolo perchè ci sembra inverosimile o una pecora bianca in un gregge di nere?

E tutto questo non fa altro che alimentare dentro di noi un pessimismo feroce, che desidera altro pessimismo e che va sempre più alla ricerca di notizie sconvolgenti di cui scandalizzarsi, di cui parlare e twittare, di cui mettersi le mani nei capelli per dire: mamma mia, che schifo!!!

Ma è nel silenzio, invece, che opera il bene, quel mondo che sibilando e bisbigliando per non far troppo rumore regge oggi le sorti di un mondo dipinto come una tela nera e che sorretto da milioni e milioni di buone opere porta ancora speranza a chi altri, invece, vuol toglierla.
Perchè alimentare il bene toglie, toglie a chi quel bene lo combatte quotidianamente, a chi ha la voce più grossa e può urlare e diffondere le notizie peggiori.

Dare speranza è diventato oggi un lavoro perseguitato, i nuovi martiri sono coloro che si adoperano per cercare di portare fiducia e pace nella mente e nella vita degli altri e sono, invece, contrastati violentemente da chi forse le cose non le vuole cambiare e la sua massima indignazione è urlare al mondo quanto il mondo faccia schifo! Altrimenti cosa avrebbe da urlare?

Son sicuro che molte delle persone che leggeranno queste righe arrivati a questo punto avranno già rieccheggiato nelle loro menti il ricordo di opere buone che han visto e sostenuto nel proprio quotidiano e l'invito che vorrei fare è proprio questo, portarsi dietro durante la giornata il ricordo di una parola ben spesa, di un gesto caritatevole, di uno sguardo rassicurante in modo da osservare il mondo cercandone un altro e, vedrete, sarà facilissimo trovarne altri con cui alimentare la prossima giornata!!
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