sabato 5 gennaio 2013

Un anno dopo (le cose belle)


Eccoci qui, un anno dopo... Anzi, un anno e qualche mese ormai, era Novembre quando Mario Monti salì al colle e Giorgio Napolitano lo insignì della carica di primo ministro e gli diete il mandato di fare un nuovo governo che ci tirasse fuori dalla crisi catastrofica verso cui stavamo andando!
Un anno fa, quando qualcuno già lo osannava come salvatore dell'umanità e qualcun altro lo sminuiva pensando che fosse meno preparato e capace di quanto fosse realmente, ascoltai le sue parole, lessi le sue riflessioni e dissi: prima di giudicare e dire, vediamo che fa...
E' passato un anno, è terminata (in anticipo di 2 mesi quasi) la legislatura ed eccoci qui, a tirare le somme di questo Governo Monti.
Partiamo dagli aspetti positivi (meglio tirarci su l'animo): questo governo è nato per fare manovre impopolari. Nessun governo politico avrebbe potuto prendersi la responsabilità di scelte così difficili e poi ripresentarsi un anno dopo dagli elettori per riproporre il programma sostenuto! E così è nato un governo tecnico che ci ha massacrato di tasse, ma che ci ha tirato fuori dal dissesto finanziario. Già, perchè era questo il pericolo di un anno fa, la crescita esponenziale degli interessi su debito che andava necessariamente fermata e riportata a livelli accettabili e, si può dire che dimezzando il famoso spread (parola chiave dell'esperienza Monti) questo obiettivo è stato raggiunto. Nel 2013 l'Italia risparmierà circa 50 miliardi di € che avremmo pagato semplicemente per aver chiesto in prestito soldi per pagare i servizi necessari alla vita del Paese. 
Obbiettivo numero 1 raggiunto. 
Un secondo obbiettivo era quello di ritrovare credibilità internazionale, dopo averla miseramente persa (non voglio parlare di lui e non lo farò) era necessario tornare in auge. L'Europa la fondammo noi, in Europa siamo quelli che più di tutti credono nel progetto di Nazioni Unite sotto un governo centrale europeista e siamo stati, invece, trattati per anni con sufficienza e alla mercè di risatine e occhiatine sarcastiche che altro non hanno fatto che aggravare la nostra difficoltà nel trovare capitali esteri (chi si fidava più del nostro modo di conturre la politica economica in un momento di crisi così grave?) e credibilità nella presentazione di proposte serie che servissero a tutti i Paesi Europei... Monti c'è riuscito, suo è il merito del "Fondo salva-stati", suo il contributo con quello di Draghi (altro italianissimo) di dar centralità maggiore alla BCE e di sistemare un pò le condizioni delle banche europee e italiane. Ora possiamo tornare in Europa a testa alta, fieri di essere italiani e credibili di fronte a scenari di difficoltà comune che ancora bisogna superare. Obbiettivo numero 2 raggiunto.
Un terzo obbiettivo erano le riforme, riforme che mancano nel Paese da oltre 20 anni (chissà perchè) come quella del lavoro, quella fiscale, delle pensioni, sanitaria, della scuole e università etc... Diciamo che quelle grosse e più imminenti son state fatte, con lati positivi e meno, altre avranno da venire, speriamo presto...
La riforma delle pensioni è stata fatta in fretta, doveva essere fatta e il cambiamento di sistema è stato giusto (si è passati a quello contributivo e si è aumentata, quindi, l'età pensionabile). In un Paese con crescita demografica zero, aumento della vita media e sistemi di pensionamento barbari (vedi i prepensionamenti senza un briciolo di buon senso) pagare le pensioni era diventato impossibile. Da oggi si lavorerà di più perchè si vive di più e si riceverà tanto più è stato versato negli anni con i contributi evitando di gravare eccessivamente sulle nuove generazioni come, invece, la generazione di oggi soccombe alle pensioni di dei propri genitori. Ci son stati punti critici, ma li vedremo nelle cose brutte!!!
La riforma del lavoro, un pò meno bella, ha migliorato la flessibilità in uscita (anche troppo forse), ma poco quella in entrata. E' giusto che un "lavativo" venga licenziato perchè inadempiente e improduttivo, ma va anche riaccompagnato (dalla Stato, si intende) a trovare una sistemazione adatta a lui. E' giusto che in un mercato del lavoro così flessibile e multitecnico ci debba essere elasticità e la proposta di Monti è accettabilissima, ma ci son punti che vanno rivisti e migliorati.
Così il nuovo redditometro per la lotta all'evasione, la detassazione delle nuove assunzioni e altre manovre fiscali che tentano di migliorare la crescita del Paese, come le liberalizzazioni e tutto il pacchetto "Cresci Italia" son punti lodevoli. Si pensa che dal 2014 il PIL potrà beneficiarne di addirittura 2 punti percentuali...Fino ad allora stringeremo i denti.
Un anno è stato breve, ma forse neanche tanto, Monti ci ha tirato fuori dal baratro e, personalmente, penso che bisognerà essergliene eternamente grati, è riuscito a far lavorare insieme tutte le teste del Parlamento e questo non era facile, ci ha ridato dignità e credibilità ed è stata una persona corretta per quanto meno efficiente di quello che anche lui stesso credeva (e ci credo, guarda che Parlamento che aveva...ma ne parleremo). Nonostante gli indici e gli indicatori negativi, che devono essere letti a 360 gradi, prendendo in considerazione il passato e le aspettative del futuro, non solo i dati puri e i numeri tecnici, son stato soddisfatto di questo anno Monti, si poteva fare di più e meglio, ma come in tutte le cose. L'importante è stato ritrovare fiducia in se stessi...Ce la possiamo fare, uniti e liberi da ricatti, fieri di essere un popolo capace di rigenerarsi... Secondo me lo siamo, ci risolleveremo, cresceremo e staremo meglio... E un pezzettino di rinascita a mio giudizio si chiama Mario Monti!!!
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