lunedì 4 marzo 2013

Al cor gentile rempaira sempre amore


Andare a messa la domenica è certamente un bisogno/dovere di ogni credente.
Ma andare a messa la domenica vuol dire entrare in contatto strettamente con la gente del quartiere, con gli anziani, le famiglie, i bambini... E' bellissimo stare ad osservare le loro mosse, il loro modo di porsi, di pregare, di interloquire prima e dopo la funzione, sentirli scambiare due parole con chi non si ha la possibilità di frequentare durante la settimana... Andare a messa la domenica vuol dire vivere la gente!!! Che tu sia credente o no, è innegabile notare quanto si possa imparare delle persone intorno a noi durante la messa!!!

Io adoro stare a guardare le persone, adoro conoscerle semplicemente osservando che fanno e come si muovono, gli sguardi, le espressioni, cerco di capire chi sono, da dove vengono, qual è la loro storia... cosa cercano da Dio!!
E tra le tante personalità che noto nelle mie osservazioni, ce n'è una che mi ha colpito in modo sensazionale e ve la voglio raccontare!

Alla messa che frequento la domenica a mezzodì, da quello che ho potuto sapere, prendono parte due coniugi di sangue blu, un conte e la moglie contessa!!!
Dal portamento, dall'aspetto e dal modo di fare si vede subito che il loro stato sociale è davvero alto e uno si aspetterebbe di vedere anche un pò di superiorità nell'atteggiamento. Lui un uomo d'un pezzo, imponente, lei una donna elegante, sicura e...umile!!!
La osservo, la osservo e mi colpisce, mi fa capire quello che 7 anni fa ho studiato in letteratura italiana in una canzone stilnovista di Guido Guinizzelli "Al cor gentile rempaira sempre amore" ovvero che la nobiltà d'animo non viene dalle nobili origini o dal titolo che si porta, ma dalla purezza del nostro cuore, dalla nobiltà della nostra anima!

La vedo leggere le letture, la vedo chiedere la questua durante l'offertorio, la vedo inginocchiata dopo l'eucarestia, la vedo fermarsi tra la gente qualsiasi a parlare dopo la celebrazione, so che è lei che si preoccupa (anche economicamente) di addobbare con i fiori tutta la chiesa... e ce n'è di fiori... e belli!!
Voi mi direte: e che c'è di strano??
E' questa contrapposizione mentale che c'è nella mia testa, nella testa di tanti che non ci aspettiamo di trovare quei gesti così "profani" e umili in chi dalla vita ha avuto tanto e ha tanto, perchè non è scontato saper ricambiare ciò che la vita ci ha dato, sentirsi in debito con lei e con Dio per le grazie ricevute!!

E mi dà forza, mi fa sentire piccolo e in dovere di dover dare (scusate il gioco di parole) sempre, in continuazione, gratuitamente!! Per me è un esempio vero di nobiltà di cuore, non conosco la sua storia fuori dal contesto in cui la osservo, ma mi basta vedere quei gesti e il modo in cui li fa per capirne i sentimenti.

Non per forza l'umiltà si deve cercare lontano, non per forza si manifesta in chi fa grossi gesti plateali o dedica l'intera vita al servizio degli altri negando se stesso. Quelle sono vocazioni che non a tutti giungono. Ma l'umiltà si può vivere anche nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, negli atteggiamenti, nei pensieri e nel modo di relazionarci con gli altri!
Quello di questa coppia e della signora di cui ho parlato sono l'esempio lampante che "al cor gentile rempaira sempre amore"!!
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